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VORREI SAPERE 8

Vorrei

Sapere

8

Segue  >  Jobs Act

Le “tutele crescenti”

in che cosa

consistono?

Sono

indennizzi economici crescenti

legati all’anzianità di

servizio che il datore di lavoro è obbligato a corrispondere al

lavoratore a fronte di un licenziamento dichiarato illegittimo

dal giudice (prima era prevista la sua reintegrazione nel posto

di lavoro).

Cosa cambia a chi era

già assunto a tempo

indeterminato prima

del 7 marzo 2015?

Nulla

. Il legislatore ha creato due differenti discipline, la nuova

disciplina si applica esclusivamente

ai lavoratori assunti a

tempo indeterminato a partire dal 7 marzo 2015

con il con-

tratto a tutele crescenti, configurando quindi distinte tutele a

fronte di uno stesso licenziamento.

L’azienda è obbligata

ad effettuare le

nuove assunzioni a

tempo indeterminato

con il contratto a

tutele crescenti?

Tale contratto sostituisce tutte le forme di contratto di lavoro

attualmente vigenti, per cui un’azienda che vuole assumere

deve farlo utilizzando o il contratto a tutele crescenti oppure

a tempo determinato o con il nuovo apprendistato. Cionono-

stante l’azienda può prevedere clausole specifiche di miglior

favore che richiamino, nel caso di licenziamento illegittimo, il

regime regolatorio ante

Jobs Act

.

Quali sono i vantaggi

per i lavoratori?

La riforma si propone di incrementare l’occupazione e creare

maggiore dinamismo nel mercato del lavoro.

Il datore di lavoro ha convenienza economica ad assumere a

tempo indeterminato ed è meno vincolato nella gestione dei

licenziamenti.

Sicuramente, al momento, il lavoratore assunto con questo

contratto è fortemente indebolito in termini di tutele sul licen-

ziamento rispetto ai “vecchi contratti”.

Quali sono i vantaggi

per le aziende

nell’assumere

con il contratto

a tutele crescenti?

• Certezza circa il costo di un licenziamento che possa risultare

ingiustificato sottraendolo alle valutazioni discrezionali del

giudice;

• riduzione significativa del costo del licenziamento (il lavora-

tore diventa “liquidabile” a basso costo), in particolare ri-

spetto ad una bassa anzianità di servizio;

• esonero dal versamento dei contributi previdenziali per 3

anni, per un massimo di € 8.060 annui per le assunzioni con

contratto a tempo indeterminato effettuate entro il 31 di-

cembre 2015.

Dal 1° gennaio 2016 lo sgravio contributivo si riduce a

due anni, per un massimo di € 3.250 annui

.